La natura incontaminata nei Parchi d'Abruzzo
Sulla scura roccia, il flusso del fiume risplendente di pozze e rapide gorgoglia, lasciando fuoriuscire una prospera cascata. Una passeggiata attraverso le grotte di Stiffe, sulla strada dall'Aquila verso Molina, svela fenditure e cave straordinarie. All'interno stalattiti e stalagmiti giganti si stagliano fra i cunicoli, e cascate sotterranee sono illuminate dalla luce delicata che attraversa le crepe rocciose.
Un terzo dell'Abruzzo è ufficialmente riconosciuto come parco nazionale e regionale, pertanto non sorprende che questa zona sia considerata come un gioiello dai veri amanti della natura. Ciò che stupisce è l'incredibile diversità e unicità di questa regione dei parchi dell'Italia centrale, come le grotte di Stiffe.
Più in alto, invece, quasi a fare dei cerchi seguendo le correnti del vento, il Parco regionale Velino-Silente è un paradiso reali per i rapaci e non solo, dove gli osservatori di uccelli potranno riconoscere falchi, aquile reali, poiana comune, picchi e sparvieri.
Il lupo dell'Appennino, l'orso Marsicano e i camosci abruzzesi sono tutte specie rare ed endemiche dei parchi abruzzesi. La popolazione endemica, in serio pericolo di estinzione, si è ridotta notevolmente negli utlimi decenni, tanto che attualmente si contano meno di duecento esemplari. Oggi, attraverso il costante monitoraggio e gli sforzi per salvarli, si sta costantemente lavorando per ripristinare il numero originario.
La creazione di aree di parco nazionale ben delimitate hanno aiutato agevolato la conservazione degli animali, ma l'equilibrio tra intervento umano e habitat degli animali è in costante sviluppo. La realizzazione di una stazione sciistica sta ponendo questione non pochi interrogativi in termini di impatto ambientale.
Dall'altra parte, i boschi di Sant'Antonio sono un esempio classico di cooperazione tra uomo e ambiente. Forse per la loro bellezza, forse per la loro esclusione dalle tentazioni del mondo, le montagne dell'Abruzzo sono le mete preferite dei monaci. I possenti alberi di questi boschi- faggi, pini, abeti, querce, tassi e frassini - sono stati curati nel corso dei secoli dai monaci del vicino eremo.
Quattro parchi nazionali dell'Abruzzo, tre fiumi principali, innumerevoli grotte nascoste, valli di prati illuminate dalla delicata brezza estiva, fiori selvatici in primavera, il colorato fogliame che riscalda l'autunno, le azzurre gole e i picchi bianchi in inverno. Tutto ciò è uno splendore che tocca le corde del cuore e fa pensare al nostro legame con la natura.





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