Storia italiana: sulle orme di D'Annunzio
Famoso poeta, novellista ed eroe di guerra era un auto-proclamato superuomo, questo ha scritto di Gabriele D'Annunzio il famoso storico John Whittam. Nel corso della sua vita, Gabriele d'Annunzio scrisse 7 novelle, 8 tragedie e 8 raccolte di poesie oltre ad altri lavori letterari. Venne eletto alla Camera dei Deputati ma lasciò l'Italia a causa dei debiti.
Ritornò come pilota da combattimento durante il primo conflitto mondiale e perse la vista da un occhio. Guidò un gruppo di nazionalisti nel tentativo di annettere parte della Croazia all'Italia e creare un'alternativa alla Lega delle Nazioni. Venne incoronato Principe di Montenevoso e sopravvisse ad un tentativo di omicidio in cui uno sconosciuto lo spinse giù da una finestra. Conosciuto come uno spericolato, in fondo la vita di D'Annunzio fu piena e movimentata.
Il poeta nacque a Pescara, in Abruzzo, ed il riferimento al superuomo è relativo alla filosofia di Nietzsche e all'idea che l'uomo possa oltrepassare i suoi limiti. Lo stesso Hitler, nella sua follia, fu un seguace dell'idea del superuomo e Gabriele D'Annunzio fu un importante riferimento per il fascismo in Italia, forse addirittura un rivale di Mussolini.
La moderna città di Pescara, in Abruzzo, è uno dei risultati tangibili della stretta relazione tra D'Annunzio e Mussolini. Quando D'Annunzio pensò di collegare il piccolo paese di Pescara ad un altro paese lungo le rive del fiume, Mussolini appoggiò questo progetto e da qui ebbe inizio il lavoro di ampliamento che portò alla costruzione dell'attuale Pescara.
La casa dove D'Annunzio trascorse la sua infanzia, oggi è un museo che contrasta parecchio con il Museo popolare di Pescara. Infatti, se il primo rivela lo stile di vita tipico delle classi agiate, il secondo è dedicato alla vita povera dei contadini, artigiani ed agricoltori.
A dispetto delle sue origini privilegiate, il poeta D'Annunzio idealizzò il modo di vivere delle campagne, scrivendo molti poemi e ispirandosi alle tradizioni agricole della regione in cui era cresciuto. La sua poesia I Pastori, è un ritratto lirico della transumanza, vale a dire la migrazione di pecore e buoi dalla montagna alla pianura e viceversa.
Oggi l'Abruzzo è un regione in cui quest'antica tradizione è ancora forte e dove ben cinque itinerari pastorali sono stati studiati per osservare e partecipare a questi ritmi e tempi così diversi lontani dalla modernità.





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