Sibari e i banchetti degli dei
La moderna Sibari è una cittadina balneare sulla costa jonica della provincia cosentina. Chi si trovi a godere di una vacanza sulle spiagge sabbiose della costa troverà forse difficile credere che sotto la piana assolata, a poca distanza dai lidi, dormano ancora le vestigia di una delle più grandi città della Magna Grecia. In realtà è proprio così; seconda solo a Taranto, l’antica Sybaris non lasciò un’impronta nella storia antica solo per le sue dimensioni (100.000 abitanti già nel 510 A.C.), ma soprattutto per uno stile di vita marcatamente devoto ai fasti e al lusso.
Narra la leggenda che i sibariti fossero talmente avvezzi a godere le gioie della vita che scordassero di dedicarsi all’arte della guerra, al punto che i crotonesi (gli abitanti della città di Crotone) per conquistare la città schierarono sul campo di battaglia suonatori di flauto in grado di ammaliare i destrieri ( i cavalli) dei sibariti ( abitanti di Sibari), che abituati alla musica dei banchetti si misero a danzare disarcionando così i propri cavalieri.
La verità storica non doveva distinguersi molto dal mito, come del resto testimoniano le “favole sibaritiche”, un genere letterario di tipo umoristico che divenne molto famoso ad Atene ai tempi di Aristofane. Sibari era una colonia ricca e prosperosa, una “terra favolosa” come ebbe a descriverla Euripide ne “Le Troiane”.
In verità, gli scavi archeologici intrapresi nel 1932 nel territorio della piana riportarono alla luce stratificazioni di non una ma ben tre città: Sybaris, la successiva Thurii fondata da Pericle dopo la distruzione della prima ad opera dei crotonesi ed in fine Copia, colonia romana che recava ancora impressa nel nome (da copia, abbondanza appunto) la maestosità e l’opulenza del sito. Seppure gli scavi abbiano riportato alla luce solo una piccola porzione dell’antica città, vale sicuramente la pena concedersi una sosta per visitare l’area archeologica.
A Sibari vale la pena scordare ombrellone e bagnasciuga per qualche ora e immergersi nel passato di una delle grandi metropoli dell’antichità.
Un breve ma intenso viaggio nel tempo sarà la ricompensa per tutti i visitatori che decideranno di esplorare il sito. Nelle ore più fresche della giornata, quando il sole volge già verso il Tirreno, potrete poi forse celebrare l’escursione bevendo un buon bicchiere di vino in onore degli antichi fasti.
I sibariti avrebbero sicuramente apprezzato.





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