Ponte del Diavolo a Cividale del Friuli
Dal litorale del Friuli Venezia Giulia, i Romani credevano di poter entrare nell'Ade, ma è un po' più a Nord, nel paese di Cividale del Friuli, che si può oltrepassare il ponte del Diavolo.
La leggenda racconta che gli abitanti di Cividale promisero di sacrificare un’anima se il diavolo li avesse aiutati a costruire il ponte. Ma una volta terminata la costruzione, la gente del paese mandò un animale ad oltrepassare il ponte, aggirando scaltramente la promessa fatta.
Gli architetti avrebbero volentieri maledetto il ponte del Diavolo, dal momento che la sua costruzione durò molti anni a causa delle difficili condizioni climatiche. Oltrepassando il fiume Natisone, il primo passaggio con assi di legno risaliva al 1200 e il suo rimpiazzo in muratura iniziò nel 1442. Il ponte non fu pavimentato prima del 1558. Le successive opere di restauro portarono alla scoperta di antiche fondamenta romane che suggeriscono una data inizio costruzione ancora più lontana.
Il ponte di Cividale non è spettacolare quanto i ponti che si trovano nel passo del San Gottardo, in Svizzera, o Coredigion in Scozia. Ciò nonostante, il ponte ha assunto un importante significato per questo paese del Nord Italia. Cividale del Friuli fu infatti crocevia di tanti imperi, antichi e moderni.
Il paese fu fondato da Giulio Cesare, ma ci sono resti evidenti dell'occupazione celtica. Una serie di ambienti rocciosi sotterranei, conosciuti come l'Ipogeo Celtico, sono possibili monumenti funebri.
Cividale in Friuli Venezia Giulia fu in seguito occupata dai Longobardi e il monastero di Santa Maria in Valle accanto al fiume, è un esempio di arte dell'alto Medioevo del regno Longobardo. Il Museo Archeologico Nazionale nella piazza principale del paese si distingue per le sculture longobarde e per gli antichi resti romani.
Quando i Veneziani occuparono la città di Cividale, essi costruirono la cattedrale del Duomo in stile gotico e, nelle vicinanze, il Palazzo dei Provveditori Veneti, fu disegnato dal celebre Andrea Palladio.
Agli inizi del Novecento, durante la disfatta di Caporetto, l'esercito dell'impero austro ungarico e tedesco conquistò la città, ma non prima che il ponte della città fosse fatto esplodere nel tentativo di rallentare l'occupazione.
Il tentativo fallì, ma ingegneri tedeschi e lavoratori locali rapidamente ricostruirono il ponte con la sua forma originale e oggi, attraversando il ponte del Diavolo nella città antica, è possibile dedicarsi ad un'accattivante investigazione nella storia di questa terra di mezzo del Nord Est d'Italia.





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