La Fontana di Trevi
Se doveste pensare di essere una fontana, scegliereste sicuramente di impersonarvi nella Fontana di Trevi. Non solo si tratta di uno dei monumenti più belli e famosi di Roma, ma anche del più ricco. Ogni giorno migliaia di turisti danno le spalle alla fontana per gettare una moneta assicurandosi di far ritorno al più presto nella Città Eterna.
Si dice anche che gettando due monete avrà inizio una storia d'amore, mentre tre monete possono portare sia un matrimonio che un divorzio. Perché il tutto si avveri, bisogna gettare la moneta con la mano destra sulla spalla sinistra. E' assolutamente vietato guardare mentre si getta, sebbene ciò comporti il rischio di colpire accidentalmente qualcuno. La fontana raccoglie giornalmente circa 3.000 euro in pezzi da 5 centesimi, un sacco di monete che il comune di Roma devolve in beneficenza.
La Fontana di Trevi, la più grande fontana barocca di Roma, è alta 25,9 e larga 19,8 metri. Posta di fronte al Palazzo Poli con le sue gigantesche colonne corinzie, si sviluppa in due livelli di cui il primo è leggermente al di sotto del livello della strada. Il tutto venne voluto per creare l’impressionante effetto scenografico. Un trionfo di acqua e statue che simboleggiano il dominio di Oceano sui mari, con tanto di cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli. L'acqua fluisce da un antico acquedotto romano, l'Aqua Virgo, raffigurato sui rilievi della parte alta della fontana.
Il nome Trevi deriva sia dalle tre vie che conducono alla fontana che dai tre artisti che la realizzarono. L'idea originale fu di Bernini e di Papa Urbano VIII che scelse il luogo e pensò di utilizzare i materiali dal Pantheon e della tomba di Cecilia Metella. Data l'impopolarità dell'dea, il progetto di costruzione della fontana venne abbandonato per qualche tempo. Dopo ben 11 papi, infine l'architetto Niccolò Salvi riprese il progetto su commissione di papa Clemente XII. Entrambi i realizzatori morirono prima del completamento dei lavori. Gli ultimi ritocchi, ad opera di Giuseppe Pannini, risalgono al 1762.
Qualunque pensiero o ricordo vi assalga, non tentate di ricreare la celebre scena di Anita Ekberg nel film di Federico Fellini La Dolce Vita. Se di sicuro sarete supportati dal consenso del pubblico, la polizia vi ammonirà, dal momento che è severamente vietato entrare dentro la fontana. Da sempre la gente adotta vari sistemi per pescare di nascosto monete dalla fontana. E quindi non sarete mai in grado di ammirare la fontana in pace e da soli. Anche nelle prime ore del mattino c'è sempre una coppia di innamorati o un poliziotto a vigilare sul monumento.





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