C'era una volta San Nicola

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Avreste mai pensato che Babbo Natale, ovvero San Nicola, era di origine turca? Leggenda, storia e tradizioni legate ad uno dei Santi più famosi d’Italia.

San Nicola lega da sempre il suo nome alla città di Bari di cui è il Santo Patrono. Eppure egli non nacque a Bari, né in Puglia, né in Italia, ma in Anatolia (attuale Turchia) probabilmente all’epoca dell’Imperatore Costantino, nella città di Patara, e fu vescovo della città di Myra.

Già molto noto in epoca antica il suo culto si diffuse rapidamente in tutta l’area del mediterraneo. Nel maggio del 1087, 62 arditi marinai baresi traslarono le reliquie del Santo (cioè trasferirono, ma possiamo dire tranquillamente: rubarono) portandole a Bari dove si trovano tuttora custodite nella stupenda cripta della Basilica di San Nicola.

Il capoluogo della Puglia venera il suo santo patrono due volte all’anno: a maggio, per tre giorni, quando rievoca l’arrivo delle reliquie a Bari, e il 6 dicembre, giorno della nascita del santo secondo la tradizione. Per quanto entrambe le ricorrenze siano molo sentite dai baresi, la festa di maggio ha maggiore tono di grandezza e quella di dicembre un carattere più internazionale. Infatti, la data del 6 dicembre è molto sentita nei paesi nordici dove secondo antiche tradizioni i bimbi ricevevano regali nel giorno di San Nicola e non a Natale.

Come tutti sanno, Babbo Natale non è altri che il San Nicola (San Nicholaus, contratto in Santa Claus) a cui si sovrappongono altri miti di origine nordica. Ma perché è proprio San Nicola a portare i regali ai bimbi? Non è facile dirlo. Di certo parte della spiegazione è da ricercare in una nota leggenda sulla sua vita: si racconta che a Myra vivesse una famiglia composta da tre giovani fanciulle in età da matrimonio e il loro povero padre. Per quanto le ragazze fossero belle e virtuose nessuno le avrebbe prese in moglie poiché prive di dote. Il padre disperato aveva già deciso di vendere le sue figlie come schiave quando il buon San Nicola, venuto a conoscenza della situazione, si recò tre volte nottetempo presso la sventurata casa e gettò attraverso il camino un sacchetto di monete d’oro che finirono nelle calze delle ragazze lasciate vicino al fuoco ad asciugare.
Il padre poté quindi far sposare le sue figlie grazie alla dote donata da San Nicola.

Se in tutto il resto del mondo questa tradizione ha reso per sempre San Nicola colui che porta i doni, a Bari ha preso un’altra direzione: San Nicola protettore delle signorine da marito. Ancora oggi è rispettata la tradizione secondo cui le ragazze che vogliono sposarsi si recano la mattina del 6 dicembre alla prima messa (verso le 4) celebrata nella cripta sotto la grande basilica: la cerimonia è davvero speciale poiché per l’occasione la messa viene concelebrata dal vescovo cattolico e da quello ortodosso.

La Basilica è infatti uno di pochi luoghi sacri in Italia ad essere aperto al doppio culto: cattolico e greco ortodosso. I due vescovi insieme aprono la tomba del santo e raccolgono un liquido proveniente dalle ossa, detto: la manna di San Nicola. Il liquido viene mischiato ad acqua benedetta e distribuito in bottigliette a tutti i fedeli presenti.
 

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