Puglia: una terra ricamata dagli ulivi
In questa regione, considerare un ulivo solo come un albero è estremamente riduttivo e di certo, non rende giustizia a ciò che l'ulivo stesso ha rappresentato nei secoli nella vita pugliese.
L'importanza di questa pianta è tale che già nel seicento a.C. si pensava a come tutelarla per evitare che si estinguesse. L'ulivo, infatti, si caratterizza per i molteplici utilizzi che se ne possono trarre. In medicina, nella cosmesi, in cucina, questa pianta si è rivelata utile nella vita di tutti i giorni e gli antichi lo sapevano bene. Con le sue radici ben salde al terreno, il tronco meravigliosamente intrecciato a creare una sorta di armatura contro le intemperie, l'ulivo è simile ad un invincibile guerriero.
Una visita al museo nazionale di Taranto testimonia quanto l'olio d'oliva fosse considerato merce preziosa dagli antichi. Non a caso, il museo custodisce il sarcofago di un atleta corredato di tre anfore che, ai tempi dei giochi olimpici di Atene, contenevano l'olio donato al vincitore. Ed ecco, ancora una volta, un'altra simbologia si ricollega all'ulivo - la vittoria.
Superata la buia epoca romana, solo nel cinquecento le nebbie cominciano a diradarsi nello sviluppo economico pugliese ed i veneziani, grazie ai loro intensi traffici marittimi, diedero il via ad un proficuo commercio di olio. L'albero di ulivo ha addirittura influenzato le reti viarie italiane in modo che la distribuzione dell'olio tra le varie regioni non fosse troppo difficoltosa.
Nell'arte, ogni dipinto che voglia riprodurre fedelmente un paesaggio pugliese rappresenta sempre almeno un ulivo. Che sia posto in primo o in secondo piano, non importa - l'ulivo è l'identità stessa della Puglia.





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