Alghero e Capo Caccia, la Spagna va in Sardegna
Adagiato sul versante nord occidentale della Sardegna, il promontorio di Capo Caccia è simile ad un gigante addormentato sulla rada di Alghero.
Questa enorme falesia custodisce un tesoro color rubino incastonato in degli insoliti scrigni acquatici. Il tesoro è il famoso corallo rosso da cui la stessa riviera di Alghero prende il nome, mentre gli scrigni sono le numerosissime grotte carsiche presenti in quest'area. Di recente scoperta è una sorta di giacimento fossile che invece di custodire resti di antichi molluschi o altri animali acquatici, preserva invece un branco di cervi fossilizzati.
Gli appassionati di immersioni non potranno lasciarsi sfuggire una visita alla grotta di Nereo, considerata la più grande cavità sottomarina di tutta l'Europa. All'interno, una danza di murene fluttuanti lungo le rocce, di cernie ed aragoste, svela agli occhi dei visitatori un mondo acquatico di stupefacente bellezza. E alla pesca delle aragoste sono dedicate apposite imbarcazioni tipiche di Alghero, le spagnolette.
Chi visita Alghero per la prima volta, non potrà fare a meno di respirare un'aria spagnoleggiante, di stile catalano. Non a caso questa città è detta anche Barceloneta, ovvero "piccola Barcellona", proprio perché in questa parte della Sardegna sopravvive tuttora la lingua catalana.
Le graziose stradine del centro storico portano tutte la traduzione in catalano, e così, ad esempio, Via Carlo Alberto è meglio nota come Carrer de Sant Francesc e, allo stesso modo, anche il promontorio di Capo Caccia è conosciuto come Cap de la Caça.
Tutto ciò che si scorge ad Alghero è riferito al mare. Lo stesso nome della città sembrerebbe derivare dalla parola "alga", data la notevole presenza di alga poseidonia che popola questa splendida parte di litorale sardo. Questa è Alghero, un dipinto in stile spagnolo che raffigura momenti di vita di pescatori in una fresca cornice marinaresca.





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