Alla scoperta di Alghero catalana

In Sardegna Sardegna - Ovest Alghero Arte e Cultura
A spasso tra le vecchie mura e i bastioni fortificati sulla costa, dove le origini spagnole della città sono più evidenti e si raduna la movida notturna.

Mura e torrioni a picco sul mare, campanili dalle piastrelle smaltate, palazzi austeri tra le viuzze che si aprono a sorpresa su piccole piazze. Siamo nel centro storico di una della città più visitate del nord Sardegna, Alghero, qui batte l’anima catalana della ciutat vella. Ogni angolo, ogni muretto ricorda che la città, di fondazione genovese, è stata in mano ai catalani che l’hanno resa una cittadella fortificata e strategica sul golfo della Riviera del corallo.

Nel 1353 infatti gli aragonesi presero il sopravvento sulla città della famiglia Doria e ne plasmarono sia la cultura sia l’architettura, tanto che le tracce spagnole si vedono e si sentono ancora oggi.

Passeggiando lungo il porto ad esempio risuona, soprattutto tra le chiacchiere degli anziani, la parlata di origine catalana. Da qui si entra nel centro storico chiuso dalle mura fortificate e punteggiato dalle torri di avvistamento. Dei tre bastioni del XVI secolo, l’unico ancora in piedi è quello della Maddalena che domina il porto, questa torre è detta anche di Garibaldi, perché, come ricorda una targa, vi approdò l’Eroe dei due mondi nel 1855.

La passeggiata continua tra i bastioni Magellano e Pigafetta e l’odore pungente del mare, nei mesi estivi qui si raduna la movida notturna di turisti e abitanti e qualche ora prima, nel tardo pomeriggio, la vecchia fortificazione diventa la tribuna ideale per godere del tramonto sul mare. Si può proseguire ancora a piedi verso il lungomare Marco Polo e i Bastioni Cristoforo Colombo fino alla Torre Sulis, di forma circolare, un tempo chiamata Torre dello Sperone reale, ancora oltre c’è il lungomare Valencia da cui vede l’intera città e un tratto di costa chiuso dalla falesia di Capo Caccia.

Poco distante dalle mura ci sono edifici antichi come il Palazzo Aragonese dei marchesi d'Albis, dove la leggenda vuole abbia dormito Carlo V. Una delle chiese simbolo della città è il Duomo di Santa Maria, ricostruito dopo la metà del ‘500 in stile gotico-catalano, ben riconoscibile il suo campanile ottagonale piastrellato all’esterno e il portale di stile aragonese.

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