Cagliari in festa per Sant’Efisio
Le strade di Cagliari ogni primo maggio si riempiono di colori e persone. È il corteo che sfila dietro al cocchio di Sant’Efisio e che trasforma l’intera città al suono delle launeddas (il tipico strumento a fiato composto da canne) e al canto dei goccius, preghiere della tradizione religiosa sarda.
È una cerimonia religiosa ma anche una ricorrenza unica per veder sfilare i gruppi folk, partiti da quasi tutti i paesi dell’isola, ognuno con il suo costume adornato dai gioielli antichi in filigrana e corallo, ma anche i cavalieri e is traccas, i carri, un tempo usati per il lavoro, abbelliti con fiori e tappeti.
Si parte dal quartiere storico di Stampace, dove c’è la minuscola chiesetta dedicata al santo guerriero, qui ha sede anche l’Arciconfraternita (formata da Confratelli e Consorelle) che organizza con cura la cerimonia e l’intera processione. Il cocchio del santo parte trainato dai buoi e segue un percorso preciso, dietro ci sono i gruppi e infine i fedeli e le persone comuni. Non solo il quartiere ma tutte le strade principali sono addobbate: alle finestre sono esposti gli arazzi e i tappeti tessuti a mano, dai colori sgargianti.
Lungo le strade, specie in via Roma, davanti al porto, l’arrivo del santo è preceduto da sa Ramadura: la distribuzione e il lancio di petali di fiori. A Cagliari e in tutta la Sardegna il culto di Sant’Efisio, patrono dell’isola, è molto sentito tanto che lungo la processione il cocchio si deve fermare spesso per consentire ai fedeli di introdurre nella teca di vetro offerte e piccoli oggetti come ex voto.
Secondo la leggenda il santo è un soldato originario dell’Asia Minore che si convertì dopo esser stato persecutore dei primi cristiani, arrivò in Sardegna al servizio di Diocleziano e dopo aver rivelato il suo credo fu torturato e ucciso attorno al 303. A lui pare si siano rivolti i cagliaritani per chiedere la grazia contro la peste da cui la città si salvò nel 1656.
Da allora si ripete ogni anno la processione che ha come meta finale il luogo del martirio, Nora, una località a qualche chilometro da Cagliari. Lasciata infatti la città il cocchio si avvia, con un seguito più ristretto e intimo di devoti a piedi verso la piccola chiesa, da cui farà ritorno solo quattro giorni dopo.





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