La necropoli punica di Tuvixeddu
C’è un colle a Cagliari, in piena città, che nasconde migliaia di sepolture scavate nel calcare. Secondo gli esperti, si tratta della più vasta necropoli punica del Mediterraneo. Le tombe, sono state realizzate dalla fine del VI secolo a C., quando i cartaginesi conquistarono la Sardegna e fecero di Cagliari il loro centro più importante.
Mentre il primo nucleo dei fenici nell’area, una sorta di presidio commerciale, risale all’VIII sec. a. C. Tuvixeddu è un colle sacro, in cui si continuò a seppellire fino all’epoca romana imperiale. Il risultato è una stratificazione temporale che segue la storia della città. Gli scavi archeologici sono iniziati nell’Ottocento: le tombe più comuni hanno un ingresso a pozzo verticale che arriva fino alla stanza funeraria, rettangolare, posta in senso orizzontale, di solito utilizzata per intere famiglie.
Ci sono poi altre tombe, scavate direttamente sulla parete verticale della roccia, precedute da una sorta di anticamera. Alcune hanno sulle pareti dipinti e affreschi apotropaici per tutelare il defunto da profanazioni o spiriti maligni. Tra queste la Tomba dell' Ureo, decorata da un cobra regale color rosso arricchito da due ali o la Tomba del Sid, in cui è raffigurato in blu un combattente che ricorda il giovane dio Cartaginese, in entrambe vi sono le magnetiche gorgoni con il loro ghigno enigmatico.
In altre tombe ricorre, scolpito nella roccia, il simbolo della dea Tanith, una delle principali divinità adorate dai punici. Poco distante dal colle, proprio ai lati dell’attuale viale Sant’Anvendrace erano disposte le tombe monumentali di epoca romana, la strada conduceva a Sulky (il centro dell’isola di Sant’Antioco, di fondazione fenicia). Di queste sepolture è rimasta in piedi solo la Grotta della Vipera. Il monumento prende il nome dalla decorazione frontale di due serpenti. La tomba, secondo l’iscrizione in latino appartenne alla nobildonna, Attilia Pomptilla, che avrebbe offerto agli dei la propria vita in cambio di quella del marito.





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