Gennargentu: sciare in Sardegna
La Sardegna riserva tante sorprese, una è di sicuro la neve. Tutti pensano all’isola soprattutto per le sue spiagge bianche, per le acque cristalline che ricordano i Tropici e per il sole dell’estate. Così pochi conoscono il lato invernale dell’isola, quello delle montagne dell’interno, dei boschi di lecci e castagni e soprattutto quello delle falde innevate e delle piste da sci.
L’area in cui trovare questo insolito aspetto è quella del Gennargentu, il massiccio centrale sardo che arriva, con la punta più alta, La Marmora, a quasi duemila metri di quota e dove la neve cade ogni inverno. Dal Gennargentu (che in sardo significa montagna d’argento) partono i principali corsi d’acqua dell’isola e si susseguono gole, canyon e sorgenti naturali, in una zona a confine tra la Barbagia e l’Ogliastra che arriva sulla costa orientale.
Il fatto che la Sardegna non sia solo mare lo conferma Fonni, un centro noto ai sardi soprattutto per la produzione artigianale di dolci: is pistoccus, che tradizionalmente accompagnano il caffè. È il paese più alto dell’isola, posto sul lato settentrionale del Gennargentu la cui seconda cima è il Bruncu Spina che arriva fino a 1829 metri di altezza. E proprio qui c’è l’unico impianto sciistico invernale sardo, che prende il nome proprio dalla punta, un luogo che offre un’alternativa originale alla settimana bianca tipicamente alpina e del Nord Italia.
Oltre alla cucina di carne, soprattutto locale, alle passeggiate e alle escursioni si possono praticare alcuni sport invernali. Il comprensorio ha due impianti di risalita: uno skilift che arriva fino a quota 1800 metri e una monovia che conduce al campo scuola. Dal rifugio si parte quindi per la cima da cui si snodano in tutto tre piste da sci, da scegliere in base all’esperienza e capacità. E per i principianti e per i bambini c’è un altro polo sciistico, sulle falde del Monte Spada, che permette di sciare con pendenze meno ripide.
Quella sarda è una settimana bianca inconsueta, in un habitat selvaggio in cui vivono l’aquila reale, il nibbio e ai mufloni.





Invia nuovo commento