Sul trenino verde
Bisogna lasciare a casa la fretta e la frenesia prima di salire sul Trenino Verde. L'atteggiamento giusto è la calma incline alla contemplazione, così da potersi concentrare sul paesaggio spesso aspro e scosceso che occhieggia dai finestrini.
La linea propone percorsi lenti e tortuosi nella Sardegna dell'interno, sebbene alcuni circuiti arrivino anche alla costa attraversando boschi, montagne e ponti sospesi su ruscelli o fiumi.
Un viaggio da godere con occhi, orecchie e narici, oltre che con una gran dose di curiosità. Sin dall'inizio del secolo scorso le tratte dei piccoli treni sardi, portate a compimento verso la fine dell'Ottocento, erano frequentate da viaggiatori d’ogni sorta: fra i più animosi, il gallese David H. Lawrence, che raccontò la sua poco confortevole esperienza nel libro “Mare e Sardegna”.
Da allora la tratta del Trenino, così chiamato perché più piccolo di un normale treno e con una linea a scartamento ridotto (ossia con una distanza tra le rotaie inferiore a quella normale), si è gradualmente trasformata in un un circuito turistico per scoprire il territorio sin nelle sue aree più remote.
L'aggettivo 'verde' gli è stato conferito perché attraversa molti tratti in cui i boschi sono fitti e la macchia mediterranea lussureggiante. Nel 1989, grazie anche alla collaborazione del Wwf, di Italia Nostra e per via di alcuni finanziamenti della Comunità Europea, sono state restaurate alcune piccole stazioni, qualche locomotiva a vapore, ripristinando pure i binari dismessi.
Alcune linee sono così percorribili durante tutto l'anno e fanno parte della rete ordinaria della Sardegna, altre sono invece attive solo durante il periodo estivo.
Da Cagliari, il capoluogo sardo, verso il massiccio centrale del Gennargentu, il Trenino attraversa i paesi dell'interno, quelli più in alto, tra curve, salite e ponticelli, con un paesaggio che cambia con l'aumentare dell'altezza. L'ultima stazione è Sorgono, quasi al centro dell'isola.
Le tratte sono in gran parte montane, come la Nuoro-Macomer, ma raggiungono anche le località di mare fino a Bosa, tagliando l'isola in senso orizzontale. O, come il convoglio che unisce Mandas all'Ogliastra, fin dentro il piccolo porto di Arbatax (sulla costa ovest), tra rocce rosse di granito. A nord il trenino taglia in due la Gallura, dal mare di Palau fino a Nulvi, con una sosta nella cittadina di Tempio, spingendosi anche ad Alghero. Un’originale macchina del tempo, mediante cui vedere luoghi talvolta irraggiungibili persino nello spazio.





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