L'architettura rupestre delle Grotte della Gurfa

In Sicilia Natura e Spazi Aperti
A un passo da Alia, sulle colline delle Madonie in Sicilia, l’arenaria rossastra modella antri di roccia dal nome arabo: benvenuti nelle Grotte della Gurfa.

Austerità, mistero e uno scenario che rimanda a tempi ignoti in cui antichi popoli confidavano nelle loro sole forze per appropriarsi della dura roccia: vero e proprio esempio di architettura rupestre, le Grotte della Gurfa di naturale hanno soltanto l’istinto che mosse chi si impegnò a scavare l’arenaria rossastra creandone un suggestivo rifugio, posto nel ventre di una collina delle Madonie sud-occidentali.

Questo interessante monumento si trova a circa 5 km dal paese di Alia. Si arriva in auto sino alle pendici della collina che ospita le grotte, quindi si prosegue a piedi per un tratto davvero breve, un ottimo pretesto per un leggero trekking dall’itinerario storico-naturalistico.

L’impressione che si ha sin dall’inizio è di avere dinnanzi un paesaggio primitivo. Sul fianco della collina che custodisce le grotte sono visibili antri, finestre e porte, al loro interno invece il percorso è articolato su due piani. La parte inferiore è composta da un ambiente vasto a pianta trapezoidale, detto anche “stanza a tenda”, e da un altro vano a forma di campana, illuminato dall’alto da un lucernario. Dall’esterno, attraverso una scaletta scavata nella roccia, è possibile accedere alla parte superiore, costituita da due grandi vani alti da tre a sei metri e illuminati da finestre. Sono molti i fori all’interno delle grotte, utilizzati si pensa sia per funzioni votive sia per far scorrere le funi che servivano a sollevare i carichi.

Sulla datazione delle grotte sono tante le ipotesi ma poche le certezze, poiché la mancanza di reperti non aiuta il lavoro degli archeologi. Si pensa che gli iniziali scavi avvennero nel periodo del rame, ovvero circa nel 5000 a. C., e che le cavità siano state utilizzate come tombe. Fino a qualche tempo fa questa meraviglia del passato era divenuta un vero e proprio deposito utilizzato dai contadini della zona. Oggi le Grotte della Gurfa, dal nome arabo che significa “stanza”, sono di nuovo visitabili e aperte al pubblico sino al tramonto.

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