Cascata delle Marmore, dirompente forza naturale
La dirompente energia della cascata delle Marmore, nel sud dell’Umbria, ha destato l’attenzione di numerosi uomini illustri che ne hanno celebrato, nei loro scritti, l’incommensurabile bellezza. Tant’è che anche il poeta inglese Lord Byron, durante una delle sue innumerevoli trasferte in Italia, rimase estasiato dallo spettacolo offerto dalla cascata, descrivendola appunto come “un rimbombo di acqua…veloce come la luce”.
Nel corso dei secoli, il continuo scorrere dell’acqua ha eroso la friabile roccia circostante originando circa 300 grotte carsiche, un vero “parco dei divertimenti” per gli appassionati di speleologia. Il primo livello della cascata è detto “il balcone degli innamorati”, probabilmente perché solo una persona accecata dall’amore potrebbe avere il coraggio di sporgersi da qui.
E’ sorprendente scoprire come la cascata rappresenti uno degli esempi più mirabili di impiantistica idraulica d’epoca dei Romani, risalente al 261 a.C. Il progetto di convogliare le acque del fiume Velino, affluente del Tevere, fino alla gola scavata dal fiume Nero, appartiene al console romano Curio Dentato e, data la quantità di energia prodotta dalla cascata, non si può non riconoscere la genialità di tale intuizione.







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